Benvenuti in Sinodo /1

“Benvenuti in Sinodo”! Forse è un titolo un po’ sbarazzino, ma ha il vantaggio di aiutare il lettore ad entrare subito in argomento, evitando lungaggini. Papa Francesco estende anche a noi l’invito ad appassionarci alle tematiche del Sinodo ordinario dedicato “alla vita e alla missione della famiglia” che si terrà nel prossimo ottobre. Tra noi – a quanto sappiamo – non ci sono “padri o laici sinodali” invitati in Vaticano per sedere nell’aula del Sinodo, ma sicuramente ci sono tanti amici disposti ad offrire il loro contributo seppure a distanza.
 

In che senso allora possiamo partecipare?

Senza dubbio con la preghiera; preghiera per il Sinodo e preghiera per le famiglie. Ma possiamo partecipare anche rispondendo ad una serie di quesiti che raccolgono pensieri ed esperienze, messi a disposizione dalla Segreteria generale del Sinodo.
Il Papa desidera coinvolgerci. Ci propone il metodo di un ascolto allargato. Il metodo presuppone che chi “entra in sinodo” senta la responsabilità e la gravità della sua partecipazione, si metta personalmente e insieme agli altri, davanti al Signore e poi parli con libertà. In questa luce, le domande che scaturiscono dalla Relatio Synodi hanno lo scopo di suscitare risposte fedeli e coraggiose nei Pastori e nel popolo di Dio per un rinnovato annuncio del Vangelo della famiglia.
A questo punto è indispensabile chiarire la pregnanza del termine sinodo. Sinodo è parola greca composta dalla preposizione syn e dal nome odos, cioè strada-insieme. Fin dai primi secoli questo è stato lo stile della Chiesa; anzi, lo è stato fino dai tempi apostolici (cfr. At 15). Dobbiamo educarci a vivere la sinodalità, la virtù del saper camminare insieme, senza fughe in avanti e senza marce indietro, nell’ascolto reciproco e nello scambio dei doni. Brutto sarebbe essere sempre e soltanto spettatori che stanno alla finestra a guardare, che non sanno rischiare e magari s’attardano nella critica.
In una Chiesa sinodale diversi sono i ruoli. C’è chi ha il compito della convocazione, della presidenza e della conclusione finale (il Papa per i Sinodi della Chiesa universale, il vescovo per i Sinodi nelle Chiese particolari). C’è chi ha il compito di fornire temi e materiali di lavoro (maestri, teologi, pastoralisti). C’è chi è chiamato in aula per il discernimento e chi – è il nostro caso – è invitato a far arrivare riflessioni, contributi e proposte.
 

Una formidabile esperienza di Chiesa

Benvenuti a vivere una formidabile esperienza di Chiesa. Chi partecipa ed “entra” percepisce d’essere avvolto da un cono di luce e di grazia. Tutti possono goderne. Dopo aver letto quest’invito sul web ci si può mettere liberamente in rete, meglio se si condivide con altri l’avventura (perché è più sinodale): con amici della parrocchia o con persone del proprio gruppo e associazione o con la propria famiglia.

 

Concretamente

In questa pagina vi sono due allegati. Il primo è la Relazione finale del Sinodo straordinario (RF), relazione da meditare attentamente; il secondo è il Questionario (Q) con 46 domande (non è necessario rispondere a tutte). Non abbiamo a disposizione molto tempo: i contributi raccolti a livello diocesano devono essere inoltrati alla Segreteria generale del Sinodo a Roma entro il 6 marzo. Per facilitare la sintesi la commissione diocesana di Pastorale familiare prepara un “documento aperto”, in forma di bozza, che sarà messa a disposizione entro il 7 febbraio. Ci sarà tempo fino al 22 dello stesso mese per arricchire, semplificare, correggere il “documento aperto”. Sottoposto poi allo studio del presbiterio e del vescovo verrà inoltrato a Roma.
 

Febbraio: un mese di straordinaria sinodalità

Il tempo a disposizione, come già osservato, è strettissimo, ma l’attenzione al tema, la riflessione e la preghiera potranno accompagnarci fino al prossimo ottobre e oltre. La “concentrazione” di febbraio vuole essere segno di una perdurante attenzione alla realtà della famiglia sottoposta, soprattutto oggi, a sfide inedite.
Al di là di quanto si riuscirà a produrre, rimarrà il contributo di riflessione che ci ha coinvolti per qualificare sempre più la pastorale famigliare nella nostra diocesi.
“Entrare in sinodo” fa bene prima di tutto a noi e alle nostre famiglie.
Febbraio è un mese ricco di tanti altri eventi e temi e soprattutto vede l’inizio della Quaresima. Il lavoro sinodale dovrà svolgersi alacremente, ma non sarà un “bastone fra le ruote” nel cammino ordinario delle comunità. Non qualcosa in più, semmai qualcosa di più.

Il Vescovo e
la Commissione diocesana di Pastorale familiare