Consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignoranti

«Chi sa quel che all’uomo convenga nei brevi giorni della sua vita?» (Qo 6,12)

È capitato anche a noi di essere torturati dai dubbi: dubbi esistenziali, dubbi sulla fede, dubbi sull’autenticità di un rapporto. Il dubbio può essere una grande opportunità di crescita – qualche volta è persino da incoraggiare – ma fa soffrire. Il primo soccorso viene dall’impegno sincero di ricerca della verità. La prima misericordia la dobbiamo praticare verso noi stessi.

«Ero gli occhi per il cieco, ero il piede per lo zoppo…» (Giob 29,15)

Qui la carità fraterna s’accompagna con l’intelligenza e la discrezione. Occorre farsi carico della fatica del fratello che è alle prese col dubbio e cerca la verità: esserci, senza esserci troppo, camminando accanto, condividendo la propria esperienza, offrendo con umiltà la propria esperienza. Non è cosa buona lasciare l’altro nel dubbio che paralizza, magari con l’atteggiamento di Pilato che “se ne lava le mani”…

Che cosa devo fare? (Mc 10,17)

C’è chi si trova come di fronte ad un bivio ed è perplesso: quale soluzione prendere? Un genitore, un educatore, un insegnante ha il compito di orientare soprattutto chi è giovane e cerca la propria strada. Giova ricordare il celebre aforisma di Sant’Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”: dare serenità, fiducia e libertà interiore. Per tutti vale l’invito di Gesù a chiedere la luce dello Spirito Santo.

«Uno solo è il vostro maestro» (Mt 23,10)

Con l’educazione si introduce il fratello nella realtà, lo si aiuta a cavar fuori il meglio da sé e a sviluppare tutte le sue risorse. Educatore ed educando crescono insieme. Ecco un decalogo ispirato alla pedagogia di Gesù Maestro. Quasi una preghiera!

PREGHIERA

Gesù tu chiami con un appello forte, sei uno specialista nello stabilire rapporti: cerchi lo sguardo e prendi per mano, così con Zaccheo, col giovane ricco, coi discepoli; così con noi.

Gesù tu non nascondi le difficoltà, parli con schiettezza di porta stretta, di cammini in salita, di sequela senza rimpianti.

Gesù tu hai autorità, un’autorità che viene da dentro, mai abuso di potere. Sulla tua Parola c’è chi getta le sue reti.

Gesù tu non temi di rimproverare, l’hai fatto con gli avversari e persino con gli amici perché a tutti hai voluto bene. Insegna anche a noi l’arte della correzione fraterna.

Gesù tu non mandi via nessuno, non hai perduto alcuno di quanti il Padre ti ha affidato. Hai fatto di tutto per trovare la pecora perduta.

Gesù tu dai fiducia, sei ripassato perfino davanti al fico sterile. Sai attendere e pazientare. Ci stimi fino ad affidarci i tesori più grandi del tuo Regno.

Gesù tu hai pazienza, quanta con gli apostoli e quanta con noi! Insegni con semplici parabole e ti fai vicino a chi ascolta. Non ti stanchi: ripeti e ricominci.

Gesù tu dai l’esempio, ti sei chinato per lavare i piedi dei discepoli. Cammini alla testa del gruppo. Sei modello inarrivabile ma sempre stimolante.

Gesù ci insegni a pregare ci attiri nel tuo rapporto col Padre, preghi nell’intimità della casa, con la comunità in sinagoga e nelle situazioni più diverse della vita: prima del miracolo, nella gioia delle messi mature, nella sofferenza e sulla croce.

Gesù tu crei l’intimità: custodisci quelli che il Padre ti ha dato, li chiami in disparte, li raccogli nell’unità. Spezzi il pane con loro. Amen!