Diocesi di San Marino - Montefeltro


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Un Paese Sotto Inchiesta


24/02/2011
Undicesimo non ti indignare

di Benedetta Frigerio
Dal settimanale "TEMPI"

«Viviamo un conflitto tra poteri che non sanno più servire il bene comune come dovrebbero. Non ci è chiesto lo sdegno, ma la capacità di soffrire e pregare per la situazione dell'Italia». Monsignor Luigi Negri ammonisce i cattolici

Non si era mai vista una magistratura muoversi con la prepotenza con cui lo sta facendo oggi quella del nostro paese. Così sua eccellenza monsignor Luigi Negri, vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, esprime la sua preoccupazione per la situazione di sconcerto e confusione generata dal conflitto tra i poteri, perpetrata e amplificata dalla stampa e dai media e per "una sentenza già scritta" prima dell'inizio di un processo. L'apprensione è per una generazione che sta crescendo pensando che l'odio sia la modalità normale con cui vivere i rapporti e per un atteggiamento moralista che si indigna davanti al peccato, ma rimane silente di fronte al disprezzo per la vita e la dignità umana. Negri rivela a Tempi la sua sofferenza come cittadino, cattolico e uomo di Chiesa, mettendo in luce tutti i fattori necessari affinché ogni cattolico e uomo di buona volontà possa affrontare seriamente la contingenza storica in cui si trova per il bene comune, della Chiesa e di tutto il paese: uscire dal silenzio e incalzare il mondo politico, pretendendo e vivendo la libertà di culto e quella di educazione. Con quale stato d'animo un pastore della Chiesa vive il conflitto politico-giudiziario che si è aperto con l'incriminazione di Berlusconi per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile? Il mio stato d'animo, evidentemente, non si formula a partire da queste vicende dal loro punto di vista tecnico. Il rispetto per la giustizia mi chiede di sospendere il giudizio, ma rimane l'evidenza di un
conflitto tra poteri che non fanno più quello che dovrebbero: servire il bene comune. Dall'altra parte mi sembra che in questa guerra tra politica e magistratura, la seconda abbia già vinto. È lei ormai a fissare le regole senza avere alcun punto di riferimento o argine nell'apparato statale. Il potere giudiziario italiano è una realtà indipendente e sovrana che non risponde a nessuno dei suoi atti. Non si era mai vista una magistratura muoversi con la prepotenza con cui lo sta facendo oggi quella del nostro paese.
Da una parte Giuliano Ferrara denuncia un "golpe morale", cioè un feroce attacco alla persona del premier mediante un uso strumentale della legge. Dall'altra Famiglia Cristiana, in linea con Repubblica e il resto della pubblicistica sostiene e diffonde i contenuti dell'inchiesta della procura milanese e dice che il premier deve dimettersi per rispondere delle accuse in tribunale. Lei, come cittadino, sacerdote e vescovo italiano che giudizio ha maturato su questa vicenda? Il mio giudizio l'ho espresso anche pubblicamente più volte. La moralità dei politici va giudicata dall'impegno nel perseguimento del bene comune che, come ci insegna il magistero della Chiesa, consiste nella libertà della Chiesa e nel benessere del popolo. Diversa è la moralità privata che giudicherà Dio e nel caso questa si macchi di un reato non toccherà né a noi vescovi né a noi cittadini giudicare. Il giudizio è della legge: purtroppo mi pare che per ora ci sia solo la presunzione del reato per cui Berlusconi è inquisito, ma sembra che ancora prima del processo la magistratura abbia scritto la sentenza della colpevolezza.
Molti cattolici e sacerdoti si dicono "indignati". Come reagisce? L'indignazione non è un atteggiamento cattolico. Tutti gli uomini di buona volontà, che sono più di quelli che sembra al di là di ogni schieramento partitico, devono guardare e portare la situazione con sofferenza, non con indignazione. Sofferenza per un confronto intriso di un odio che si sta diffondendo nella vita del nostro paese, devastando i cuori e le coscienze dei giovani che crescono pensando che il disprezzo sia il modo normale di agire e di vivere i rapporti. Agli ecclesiastici, invece, direi di aprire di più il cuore e le coscienze: perché non si indignano davanti alla persecuzione dei cristiani? Perché non esprimono sofferenza per la devastazione della famiglia? Perché non levano la voce davanti a leggi contrarie alla vita dal suo concepimento fino alla morte? Noi, che dovremmo essere testimoni della speranza, che viene dall'amicizia con Cristo, spesso ci riduciamo a essere parte del gioco del potere che poi, alla fine, è comandato da altri.
Lei è considerato un vescovo piuttosto simpatetico col centrodestra. Come elettore, cosa si aspetterebbe da questo governo di qui al 2013, sempre che non si vada al voto anticipato? Io non sono simpatetico. Se mai mi preoccupo che la politica faccia il suo lavoro: serva il bene comune. Io dico ai cattolici di non subire in silenzio, di incalzare il governo e ho indicato le priorità: la libertà di culto e quella di educazione, la più importante, come ci ricordava sinteticamente don Luigi Giussani: "Mandateci in giro nudi, ma non toglieteci la libertà di educazione". Ora, questo governo è fermo e non ha fatto abbastanza: non sta salvaguardando a sufficienza né la vita, né la famiglia, né la libertà di educazione. Ma se il centrodestra non ha fatto abbastanza, almeno non ha combattuto chi nella società cerca di promuovere il bene comune. L'opposizione? Se siamo minimamente obbiettivi sappiamo che il bene comune, non solo non lo promuove, ma lo combatte. Vorrei ricordare ai cattolici: chi ha proposto i Dico? Chi ha mandato a morte Eluana Englaro? Chi è a favore dell'eutanasia e contro la libertà di educazione? Con la morte di Eluana hanno messo fine alla nostra civiltà dove, fino a quel momento la persona era sempre stata assiderata al centro di qualsiasi istituzione. Certamente a uccidere una donna viva e indifesa non è stato questo governo. E se siamo minimamente obiettivi dovremmo ricordare chi è stato.
Come la Chiesa italiana può contribuire a una ripresa culturale, sociale, economica e politica del nostro paese?
Svolgendo la sua funzione attraverso l'attività educativa delle parrocchie e dei movimenti, facendo nascere un popolo cattolico cosciente della sua identità, innamorato della ragione, come ci sta ricordando il Santo Padre Benedetto XVI, e capace di rapporti basati sull'amore e non sulla violenza. Sicuramente davanti a un paese fermo è necessario e quanto mai realistico che i credenti invochino anche l'aiuto di Dio.




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