I segni dell’Anno Santo

Il pellegrinaggio è un segno classico del Giubileo, ma da collegare al cammino interiore ed esteriore della carità: Camminare nella carità (cfr. Ef 5,2). Pertanto, si giunge e si attraversa la Porta Santa per lasciarsi abbracciare dalla misericordia di Dio e per ottenere la grazia di essere poi misericordiosi verso gli altri. Per questo il motto dell’Anno Santo, secondo papa Francesco, sarà: «Misericordiosi come il Padre» (MV 14).

È previsto un pellegrinaggio a Roma insieme alle diocesi sorelle della Romagna nelle date 11-12-13 marzo 2016. Ogni vicariato viene invitato ad organizzare, nel corso dell’anno, un pellegrinaggio alla Cattedrale di Pennabilli.

È da considerarsi un vero e proprio pellegrinaggio anche la partecipazione alle “stazioni giubilari” che si terranno il primo sabato del mese. Sono invitati ad unirsi ai fedeli residenti in questi luoghi tutti i fedeli della diocesi che lo vorranno.

Inoltre, con gli ammalati e i disabili verrà fatto un pellegrinaggio a Loreto dal al 30 luglio 2016, mentre i giovani dal 25 al 31 luglio parteciperanno come pellegrini alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia (Polonia).

Senza allontanarsi dal territorio del Montefeltro sarà possibile compiere un pellegrinaggio giubilare. Anche nella nostra diocesi sono state individuate alcune chiese che hanno la forza e l’evidenza del simbolo, nelle quali è racchiuso, in sintesi e nelle sue diverse sfumature, il messaggio giubilare. Sei sono le chiese giubilari sammarinesi-feretrane: la Cattedrale, unica in due spazi (Pennabilli e San Leo), la Basilica di San Marino sul Titano (RSM), il Santuario del Cuore Immacolato di Maria a Valdragone, il Santuario del Beato Domenico Spadafora a Monte Cerignone, il Santuario del Crocifisso a Talamello, il Santuario della Madonna del Faggio all’Eremo di Carpegna. Siamo invitati a visitarle, a varcare la “Porta Santa”, a partecipare devotamente ad una celebrazione liturgica o altro pio esercizio, se si è in gruppo; se soli, invece, attendere per un certo tempo alla meditazione o alla lettura della Parola di Dio, concludendo con la preghiera del Padre Nostro, del Credo e dell’Ave Maria.

In ognuna delle chiese giubilari è assicurata la presenza di confessori per celebrare il sacramento della Penitenza. È questa una delle opportunità sicuramente più significative dell’Anno Santo: ricevere il dono della misericordia divina e proporsi di viverla, a nostra volta, con il perdono e le opere di misericordia. Tra le chiese giubilari della diocesi ha un valore simbolico particolare la Cattedrale. La Cattedrale è unica, anche se da noi, per ragioni storiche sta – come suol dirsi – in due spazi. La Cattedrale è la chiesa madre, punto di confluenza dell’unità, chiesa, sede e cattedra del vescovo, successore dell’apostolo. Ogni parrocchia, o le parrocchie dello stesso vicariato, organizzeranno un solenne pellegrinaggio alla Cattedrale.

L’indulgenza nell’Anno Santo ha un rilievo particolare. Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Lasciarsi riconciliare con Dio è possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa. Ma nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei peccati. La Confessione rimette il peccato, eppure l’impronta negativa rimane in noi, ma la misericordia di Dio è più forte anche di questo. E diventa indulgenza del Padre che, attraverso la Chiesa, sposa di Cristo, libera dal peccato e da ogni residuo (cfr. MV 22).

L’indulgenza è anche una esperienza della comunione dei santi: amore che va e che viene. Indulgenza è sperimentare la santità della Chiesa che dispensa a tutti i benefici della redenzione.