II Stazione: Santuario Beato Domenico Spadafora

6 febbraio 2016

Dopo il Santuario del Cuore immacolato di Maria in Valdragone di San Marino la seconda chiesa stazionale, nel mese di febbraio, sarà il Santuario del Beato Domenico Spadafora in Montecerignone. Questo luogo piuttosto decentrato e che conserva le spoglie mortali del Beato Domenico, fino a un passato piuttosto recente era meta di numerosi pellegrinaggi e di tanti singoli fedeli che venivano alla tomba del Beato ad impetrare grazie. E tante sono le testimonianze di persone che da lui sono state esaudite.
Sul Beato Domenico non vi sono molte notizie, che sono andate perdute nei secoli anche con la fine del convento da lui fondato ad Acquabona (località di Montecerignone), ma l’affetto e la devozione popolare ce ne hanno tramandato il ricordo.
Di lui sappiamo che nacque a Randazzo in Sicilia da una nobile e antica famiglia proveniente da Costantinopoli, e che fin da giovinetto fu inviato a studiare a Palermo che durante il regno d’Alfonso di Aragona attraversava un momento di grande ripresa e fermento intellettuale. A Palermo egli frequentò la scuola dei Frati predicatori di S. Domenico e ben presto entrò nell’ordine e, vivendo una vita austera di penitenza, si impegnò per raggiugere l’ideale domenicano. Dopo l’Ordinazione sacerdotale, nel 1477, i Superiori, constatate le sue doti di intelligenza lo mandarono a studiare prima a Perugia e poi a Padova dove a 29 anni, nel 1479 conseguì il grado di baccelliere in Sacra Teologia. Negli anni successivi, gli abitanti di Monte Cerignone nel Montefeltro chiedevano al Maestro generale dei Domenicani di istituire una chiesa in località Fontebuona poco distante dal paese dove esisteva una cappella della Madonna a cui erano molto devoti ed un convento per i frati. Il Generale pensò di inviarvi proprio Domenico il quale vi giunse il 15 settembre del 1491. Qui Domenico fondò il convento, vi chiamò i frati necessari al culto e alla predicazione e con grande carità, bontà e zelo evangelizzò per circa trent’anni quelle popolazioni fino alla morte avvenuta il 21 dicembre del 1521. Soppresso il convento da lui fondato, i resti mortali del beato vennero traslati nella chiesa parrocchiale di S. Maria in Reclauso il 3 ottobre 1677 dove attualmente riposano. La vita del beato Domenico che poteva essere nel mondo colma di onori e di prestigio per la discendenza e le conoscenze, fu invece una vita umile, riservata, spesa nel servizio dei fratelli e nella completa dedizione al Signore: si fece piccolo con i piccoli per ottenere la ricompensa promessa nel Vangelo a chi sa spogliarsi di tutto per possedere la vera ricchezza: il Signore Gesù. Quindi è stata felice l’idea del Vescovo nello scegliere questo luogo per una stazione giubilare. L’incontro con il Beato Domenico non può che essere fonte di grazie e una testimonianza esemplare per il cammino sulla via della conversione e della santità. (Mons. Elio Ciccioni)