Il “sistema” per diventare santi

27 luglio

Siamo immersi in un’atmosfera particolare, ma non siamo fuori dal mondo. La notizia dell’uccisione del prete francese di Rouen ci turba. Nella Messa pomeridiana il Card. Bagnasco dirà: «La risposta migliore a questo crimine siete voi, davanti all’Europa che in questi giorni vi guarda». Condivido. Ancora un po’ di cronaca: ritrovo il gruppo dei “miei settantacinque”. L’incontro è davvero fortunoso. Verso la mezzanotte di ieri sera mi telefona un amico, don Giordano, responsabile regionale della Pastorale Giovanile. Mi dice che ha la possibilità di ricongiungermi col gruppo. L’appuntamento è per le 7. Ritrovo così i nostri ragazzi. Per me una festa. Da solo non sarei mai riuscito. Sono passate meno di ventiquattro ore e mi sembra un secolo… Noto che i miei giovani amici sono stanchissimi. Mi raccontano che il rientro dalla Messa di inizio GMG è stato rocambolesco. Qualcuno è andato a dormire intorno alle due di notte. Effettivamente uno dei problemi di questa edizione sono i trasferimenti. Cracovia non riesce ad offrire ospitalità per il mezzo milione di pellegrini già arrivati. Qualche gruppo è collocato perfino a centocinquanta chilometri di distanza. I nostri quaranta/cinquanta chilometri al confronto non sono male. Ma se il treno locale va in tilt anche i quaranta/cinquanta chilometri diventano un problema. E così è stato ieri notte.
Nonostante i volti piuttosto provati, le nostre ragazze le ho trovate bellissime così, al naturale. Ascoltiamo con attenzione la catechesi di Mons. Camisasca (vescovo di Reggio Emilia). Ci viene offerta una lettura sapienziale delle due biografie di suor Faustina Kowalska e di Giovanni Paolo II. «Ecco quello che Gesù fa in chi si mette a seguirlo. Dalle nostre briciole sa ricavare grandi cose». C’era bisogno di questo momento per interiorizzare. Il Signore sa come essere attrattivo. Sento che non mi devo preoccupare di “sprecare parole”…
Riprende la marcia. Destinazione: Santuario dedicato a suor Faustina per l’indulgenza giubilare. Siamo fortunati: quasi subito ci imbattiamo in un punto ristoro con il provvidenziale “bagno chimico”.
I ragazzi fanno a gara ad aiutarsi, a condividere i coupons necessari per acquistare pasto e bevande. Una bella lezione per noi adulti. I ragazzi, nella necessità, sanno tirar fuori il meglio di sé: generosità, spirito di adattamento, educazione e rispetto. Sento che ricordano bene la Parola di vita dei primi giorni: «In ogni circostanza benedite il Signore». Mentre ci avviciniamo al Santuario intono il Rosario. È contagioso, tutti partecipano. Passiamo per le strade del quartiere, sfioriamo tanti altri gruppi. È un bel momento. Una ragazza delle nostre mi chiede se «c’è un sistema per diventare santi» (sigh!). Attorno ho un piccolo gruppo e parlo, camminando, del “sistema” per diventare santi. È quello delle “sei esse” insegnato da Santa Teresa di Lisieux: «Sarò santa se sono santa subito!». Che significa stare nella volontà di Dio nel momento presente, nella condizione in cui si è. La vita è come una pellicola: fotogrammi che scorrono veloci; ogni fotogramma è un momento presente.
All’uscita dal Santuario di suor Faustina, segue un tentativo fallito di passare nell’altro Santuario, quello di Giovanni Paolo II (c’è una coda di un paio di chilometri). Preghiamo facendo cerchio stando sul prato. Una quindicina di minuti, ma intensi e profondi. Andiamo a posizionarci per la Messa con tutti i pellegrini italiani. Ventimila? Forse di più. Riperdo il gruppo (devo andare con i vescovi). Non lo ritrovo più. Torno in albergo a scrivere queste note. + A.T.