In Gesù Cristo il nuovo umanesimo /1

La Chiesa è in silenzioso fermento. I preparativi sono iniziati già l’anno scorso, quando il Presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale di Firenze, S.E. Mons. Cesare Nosiglia, ha invitato tutte le diocesi e le realtà ecclesiali – in special modo i Consigli presbiterali e pastorali delle diocesi, le Facoltà teologiche e gli Istituti di Scienze Religiose, le Consulte dell’apostolato dei laici, le Associazioni e i Movimenti – a lasciarsi interrogare dalle nuove sfide, a leggere i segni del tempo presente ed a ripensare l’uomo di oggi. In quell’invito veniva chiesto ad ogni diocesi di compilare una scheda in cui raccontare un’esperienza significativa di umanesimo incentrato su Gesù Cristo. In base alla conseguente raccolta di esperienze si è costituita la Traccia per il cammino verso il Convegno, che ancora non è un documento, né una lettera pastorale, ma un testo aperto, che vuole stimolare un coinvolgimento diffuso verso il Convegno, arrivando per quanto possibile a tutte le realtà delle nostre Chiese locali.
“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Questo il titolo del V Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015.
A tale appuntamento desideriamo avvicinarci con impegno ed entusiasmo.

Che cos’è un Convegno ecclesiale nazionale?
 
Un Convegno ecclesiale nazionale è principalmente un momento di incontro dei vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, ma allargato a rappresentanti di tutte le Chiese locali. Il primo si svolse a Roma nel 1976 sul tema “Evangelizzazione e promozione umana“, quindi fu la volta di Loreto nel 1985 (“Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini“), Palermo nel 1995 (“Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia“) e Verona nel 2006 (“Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo“). I Convegni sono stati occasione di profonda riflessione per tradurre nella realtà italiana lo spirito del Concilio Vaticano II.
Il tema di ogni Convegno ha incrociato di volta in volta quello degli Orientamenti pastorali forniti dalla CEI per il decennio entro cui il Convegno stesso si collocava: Evangelizzazione e sacramenti per il primo decennio (anni 70), quindi Comunione e comunità (anni 80), Evangelizzazione e testimonianza della carità (anni 90), Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (2000-2010) ed Educare alla vita buona del Vangelo per il decennio in corso. Educare alla vita buona del Vangelo significa, in primo luogo, farsi discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare ad una umanità nuova e piena. Nel bel mezzo di questo decennio è ora il momento del Convegno ecclesiale di Firenze.
Compito fondamentale dei Convegni ecclesiali è quello di “allenare” la Chiesa a vivere la sua vocazione di “sacramento dell’unità del genere umano” in cammino verso Dio (LG 9), a raccogliere esperienze di vita evangelica, a sostenere i cammini di impegni, a fare una lettura della realtà e offrire criteri di giudizio.

Chi partecipa al Convegno di Firenze?

Già nel mese di giugno del 2014 è stato chiesto ai Vescovi italiani di individuare nelle Chiese locali di appartenenza alcuni partecipanti al Convegno, scegliendo tra sacerdoti e consacrati, laici, giovani e sposi, uomini e donne, il più possibile interpreti dei diversi carismi e delle aggregazioni ecclesiali. Il numero dei partecipanti al Convegno tiene conto dell’esigenza di rappresentanza di ciascuna Chiesa particolare. Oltre al Vescovo, ogni diocesi può portare quattro delegati con l’aggiunta di uno per ogni 120.000 abitanti.
I delegati della diocesi di San Marino-Montefeltro cooptati dal Vescovo sono: don Gabriele Mangiarotti (Pastorale Scolastica e della Cultura); il diacono Graziano Bartolini (Ufficio Liturgico Diocesano); Luca Foscoli (Responsabile Giovani Val Conca); Federico Nanni (Ufficio Famiglia Diocesano); Cristiano Paci (Presidente Azione Cattolica); S.E. Mons. Andrea Turazzi.
In totale sono previsti a Firenze 2300 delegati; questi dovrebbero essere capaci di rilanciare un nuovo umanesimo nei vari luoghi in cui si vive e si realizza l’incontro fra persone: la casa, la parrocchia, la scuola, la piazza, lo sport, il web.
Il comitato dei delegati ha già iniziato ad incontrarsi per prepararsi, per aiutare la diocesi ad aprirsi al rinnovamento e, soprattutto, per assicurare una continuità di cammino anche dopo il convegno. Il Convegno non vuole essere un “convenire attorno ad un tema – come precisa il Segretario Generale della CEI Mons. Nunzio Galantino – ma ad una esperienza”.
Siamo nel grande orizzonte tracciato da papa Francesco di una “Chiesa in uscita”. Solo facendosi prossimi all’uomo, con le sue problematiche ed i suoi interrogativi, si può pensare di trasmettere la fede.

Come la fede in Gesù illumina l’umano? Chi è l’uomo?

La fede cristiana dice: “L’uomo è anzitutto un figlio, un essere ricevuto”. Da qui discende poi la fraternità. «Non posso farti del male senza ferirmi» (Gandhi).
Cristo è l’uomo nuovo. “Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. (…) Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione” (GS 22). Umano e divino sono insieme nel Verbo incarnato.
L’umanesimo di cui vuole parlare il Convegno è un umanesimo in ascolto, concreto, plurale, che si innalza alla trascendenza. In ogni uomo e cultura c’è qualcosa di Dio.
Per una preparazione adeguata siamo invitati ad una riflessione comune attorno a queste aree tematiche: le forme e i percorsi di incontro con Cristo (nuove esperienze di annuncio, andare alle periferie); le difficoltà di credere e di educare a credere; la mappa dei luoghi in cui avviene l’esperienza della fede.

E noi come diocesi?

Il Comitato diocesano dei delegati ha elaborato alcune proposte per vivere in concreto il tempo di preparazione in comunione con tutta la Chiesa; questi i punti fondamentali:

  • diffondere la conoscenza dell’evento: realizzazione di una rubrica fissa sul giornale “Montefeltro” e sul sito internet diocesano; ognuno, in qualche modo, è aiutato ad essere “presente” e partecipe;
  • sensibilizzare sull’umanesimo cristiano le attività diocesane già in programma: la difesa della vita e il pellegrinaggio all’Eremo della Madonna del Faggio (Umanesimo e Maria);
  • mettere a tema l’umanesimo negli incontri diocesani di Dottrina sociale della Chiesa e nei “Venerdì dell’AC”;
  • preparare momenti vicariali di discussione dei temi per favorire ancor più la partecipazione di tutti;
  • preparazione di un Convegno diocesano prima o subito dopo il Convegno nazionale;
  • porre particolare cura al post-Convegno, calando nella nostra realtà le idee e le proposte elaborate.

La Traccia di preparazione al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze (9-13 novembre 2015), pubblicata nel mese scorso, invita a declinare cinque verbi tratti dall’Evangelii Gaudium di Papa Francesco – uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare – per ritrovare il «gusto per l’umano». Essi sono la luce che attraversa tutto il discorso sull’uomo. Su questi verbi avremo modo di sviluppare il cammino.
La Traccia sarà accompagnata sul sito web www.firenze2015.it/ da materiali di approfondimento a cui chiunque potrà dare il proprio contributo, anche attraverso i social media: (www.facebook.com/firenze2015; www.twitter.com/firenze2015).
Facciamo nostra la raccomandazione di papa Francesco: che il Convegno ecclesiale nazionale «abbia un impatto sulla gente, sulla vita concreta delle persone, della città che lo ospita e della nazione, una nazione che non ha mai smesso di sperare.