IV Stazione giubilare: Cattedrale di San Leo

2 aprile

Nell’anno del Giubileo della Misericordia la “Stazione giubilare” del 2 aprile si celebrerà a San Leo con un piccolo pellegrinaggio che partirà dalla piazza-parcheggio antistante il Campo Santo leontino verso la Cattedrale. San Leo è uno dei luoghi più importanti della nostra diocesi, anzi è il luogo fondativo per eccellenza della Chiesa feretrana. Sappiamo che la nostra realtà diocesana ha una particolarità: due cattedrali, “San Leone” in San Leo e “San Leone” in Pennabilli. Il papa Giovanni Paolo II ricordava così questa singolarità: «Invio uno speciale pensiero alla Città di San Leo e alla Città di Pennabilli, accomunate dalla vocazione di essere sedi dell’Unica Cattedrale costituita simultaneamente dallo splendido Tempio millenario sorto sul venerato sarcofago di San Leone sul Monte Feretro e dal gradevole Duomo rinascimentale, costruito alle pendici marecchiesi del Monte Carpegna» (Sua Santità Giovanni Paolo II, Castel Gandolfo, 29 agosto 2001 dall’«Osservatore Romano»). Con queste chiare espressioni l’allora Pontefice salutava la nostra diocesi ricordandone la sua “vocazione” di custode intelligente e valorizzatore della ricchezza ereditata. Come è perciò chiaro la cattedrale leontina conserva il ruolo di “primigenia” per le ragioni che di seguito velocemente ricordiamo. Nel III secolo, sfuggendo alle terribili ed atroci persecuzioni dei cristiani, Leone (forse fratello di Marino) dalla Dalmazia giunse nel Montefeltro iniziando la grande avventura cristiana in queste nostre terre. Leo (vescovo per tradizione) abitò la cittadina originata presso il “Mons Feretrus” proponendo un cristianesimo che oggi definiremmo “contagioso”; possiamo e dobbiamo supporre che gli uomini e le donne che Leo incontrò, incominciarono (certamente incuriositi) ad interessarsi a quest’uomo, a stare con lui ed “imparare” da lui. Come accade sempre nella storia del cristianesimo, quei primi uomini furono così condotti all’origine di quel che rendeva Leone così certo, lieto ed umano (il Signore): i Leontini conobbero ed incontrarono Cristo a partire dai tratti umani di San Leone. Tanto fu vera e travolgente quell’amicizia iniziale che sorse un nucleo stabile di “uomini di Cristo”: i cristiani, quei “figli” di santo che ebbero il grande merito di originare una vera civiltà cristiana locata in quella che si chiamerà la “Civitas Sanctis Leonis” della quale le chiese di San Leo restano le antiche ed imponenti testimoni. Sul sacrario edificato dallo stesso Leone sorse la Pieve, dedicata al culto della Dormitio Virginis e accanto alla Pieve fu edificata la splendida Cattedrale dedicata al santo. Da questo luogo a noi carissimo si eleverà la preghiera stazionale dell’anno giubilare proprio nel millenario della traslazione del santo corpo di Leone nelle terre di Voghenza (Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). Questa stazione giubilare ci riporti così alle origini della nostra fede, a quell’incontro generatore di civiltà con quei santi che hanno dato inizio al cristianesimo nella nostra terra come di tutti quei “santi” che l’hanno vocazionalmente originata nella terra del nostro cuore. (don Andrea Bosio)