Prossimità e preghiera

30 luglio

Mattinata di pausa e di preghiera. Vado a “Casa Italia”, la base operativa dei pellegrini italiani: siamo più di centomila (mi pare di non aver mai riferito questo dato). Qui si organizzano incontri, si risolvono problemi, ci si imbatte in celebri firme della nostra stampa, si può prenotare un pasto, si tenta di rintracciare un documento smarrito… “Casa Italia” è anche il punto di raccordo dei servizi e del volontariato. Un autentico alveare: c’è gente che va e che viene, gruppi che si danno appuntamento prima di raggiungere i grandi eventi. Mi complimento per l’efficienza organizzativa e per lo spirito di amicizia che vi si respira. Viva l’Italia! Qui ci sono molti vescovi che, come me, hanno dovuto lasciare i loro ragazzi per motivi di organizzazione e “security” (diverse le nostre collocazioni durante gli eventi col Papa e i “gate”). Nella penombra della grande cappella si prega, si legge, qualcuno si assopisce. Rifletto sulla nostra presenza alla GMG (solo noi italiani siamo più di centocinquanta vescovi). È bello per noi essere qui ad attingere direttamente al carisma che i giovani portano: gioia, freschezza, novità, ma anche desiderio di autenticità. Bello e importante anche che i giovani vivano la prossimità con i loro vescovi non solo per sperimentarne la paternità, ma per godere e “riposare” nella certezza di essere del “gruppo di Gesù”. I vescovi, successori degli apostoli, sono l’anello che collega a Gesù, inequivocabilmente. Non solo storia, ma mistero… Mi viene in mente la lapide posta all’ingresso del Vescovado di Pennabilli: il vescovo Andrea è 66° nella cronotassi! In questi giorni succede spesso l’essere accolti dai ragazzi con segni di affetto non per la nostra modesta persona, ma per il riconoscimento (più o meno consapevole) del nostro ministero di comunione e di fedeltà al Vangelo di Gesù.
Dopo la preghiera, pranzo veloce e immediato imbarco per il Campus Misericordiae per la Veglia. Qualcuno protesta: sono appena le quindici e trenta e la veglia sarà alle diciannove… La distanza dal Campus è notevole, ma non giustifica una puntualità così teutonica. Ce ne accorgiamo all’arrivo. Veniamo sottoposti, uno ad uno, ad un meticoloso controllo. Qualche momento prima di me passa al metal detector il Cardinale Bagnasco. Sta a braccia allargate mentre il militare addetto al controllo l’invita a togliere la cintura da sotto la porpora. Il Cardinale sorride un po’ divertito: «Non porto cintura!» (il Cardinale in gioventù è stato assistente Scout).
Finalmente, sotto il sole di un caldo pomeriggio prendiamo posto. Siamo sotto il monumentale palco che ospiterà il Papa, gli artisti che animeranno la veglia e, soprattutto, la piccola e fragile ostia bianca consacrata per essere adorata dal milione e mezzo di partecipanti. Una folla sterminata (me ne renderò veramente conto solo la sera guardando il Telegiornale). Il tempo dell’attesa è importante: si fraternizza coi colleghi, si prega, di tanto in tanto si va con i piedi sulla sedia come sentinelle per un patetico tentativo di vedere il proprio gruppo di ragazzi. Io cerco invano la zona C/3!
Ci viene chiesto un atto di umiltà. Dobbiamo cedere il posto: è riservato ai vip e ai politici (numerosissimi!). Ma non ho sentito una mormorazione. A proposito, queste due giornate “in isolamento”, se ci allontanano fisicamente dai giovani, ci costringono a fraternizzare con semplicità tra noi. Faccio amicizia con il nuovo arcivescovo di Bologna, con il Cardinale Bassetti (mi cede gli appunti della sua omelia), con don Simone Giusti (un tempo assistente nazionale dell’ACR).
Finalmente le parole del Papa, un discorso pieno di immagini. Cattura l’attenzione. Fa domande e aspetta le risposte. Sembra parli con te. Ad un certo punto ti chiede di costruire il ponte concreto con chi hai accanto: vicino a me ho un vescovo irlandese e uno del Senegal. Come ragazzini ci teniamo per mano. Non vedo l’ora di leggere i commenti sui giornali. Che diranno del silenzio assordante sul quale si potevano sentire i battiti del cuore davanti all’Eucaristia? Ma tornerò su questi temi al mio ritorno. + A.T.