E’ iniziata la GMG!

Sono le ore zero ed un minuto del 20 luglio. Settantacinque giovani partono da San Marino per raggiungere la Polonia (la città di Tarnow prima, Cracovia poi). «Chiara e dolce è la notte e senza vento…». In cielo splende la luna piena. Per me – l’unico vecchio della compagnia – non è stato facile partire: troppe radici, troppi legami, troppe cose da portare appresso. Imparo da questi giovani in maglietta e zaino in spalla… Ovviamente leggo la circostanza in chiave simbolica. Penso alla vita come viaggio e il tempo come strada da percorrere: distacchi inevitabili, equipaggiamento sportivo…
Il pullman è già in movimento. Ci attendono diciotto ore di cammino (sono davvero tante!). Parlo coi ragazzi: sono ben motivati. Sanno la differenza tra essere vagabondi ed essere pellegrini. I primi non sanno dove vanno, per lo più vanno a zonzo; i pellegrini hanno una meta ben precisa e, in vista della meta, sanno benedire ogni circostanza… I disagi ci sono. Ci attende l’incontro con gente per lo più sconosciuta, con usi, cibi e abitudini diverse…
Comincia a fare giorno e siamo già fuori dall’Italia. Il pullman si rianima: un canto, una preghiera e molte risate. Si attraversa l’Europa. In questi giorni l’abbiamo vista nuovamente insanguinata. Ci sorprendiamo pensosi. Tuttavia abbiamo la gioia di attraversare liberamente frontiere, cosa non del tutto scontata. Fino a quando? Come la nostra, altre “carovane di speranza” stanno salendo verso la Polonia. È questione di qualche ora e ci saranno già i primi contatti. La Giornata Mondiale della Gioventù è anzitutto incontro. «Scie di profumo» che rimandano al Signore Gesù Risorto che è già presente fra tutti: profumo destinato a farsi sentire nel mondo intero. I due milioni di ragazzi attesi per il momento clou (domenica 31 luglio) faranno da cassa di risonanza alle parole di papa Francesco che intende parlare all’umanità… Riprendo a scrivere. Abbiamo appena varcato la frontiera: siamo in Polonia! Chiedo ai ragazzi – come in un brain storming – che cosa viene loro in mente appena si parla di Polonia. C’è chi pensa a San Giovanni Paolo II, c’è chi ricorda Auschwitz, c’è chi cita un grande maestro del cinema, Kieslowsky. C’è anche chi prova a pronunciare qualche parola che ha appena letta sui cartelli pubblicitari. Il polacco è proprio impronunciabile! A qualcuno viene in mente il grande Chopin e i suoi “notturni”… È un popolo, quello polacco, tutto da scoprire. C’è chi non ha avuto tempo di documentarsi prima di partire… lo fa adesso, mentre si percorre una superstrada che attraversa una campagna che, in questa stagione, appare piuttosto brulla. In lontananza grigi edifici in cemento, ma anche tanti villaggi con le case dai tetti aguzzi. Stiamo arrivando!
+ Andrea Turazzi, insieme ai giovani della diocesi di San Marino-Montefeltro