L’amore umano: luogo di miracoli

25 luglio

Abbracci e lacrime. Sono trascorsi appena 4 giorni di ospitalità nelle famiglie polacche e il coinvolgimento affettivo è stato altissimo. È conclusa l’esperienza dell’incontro nostro con la diocesi di Tarnów. Per gli adolescenti è un momento struggente: essere stati insieme intensamente e sapere – nonostante le promesse – che non ci si vedrà più. I primi chilometri sul pullman si percorrono in silenzio e pensosamente. Siamo diretti a Czestochowa, il Santuario mariano nazionale. Ci fu un momento nella storia della Polonia che attorno al Santuario si concentrarono tutte le speranze della nazione. Oggi è uno dei luoghi religiosi di forte spiritualità più importanti. Ogni anno salgono a Czestochowa quattro/cinque milioni di pellegrini. Ma il Santuario è anche un simbolo identitario della Polonia. Attraversiamo una pianura con coltivazioni a perdita d’occhio. Ad ogni uscita laterale dell’autostrada, ci sono pattuglie di Polizia. Ci sentiamo protetti. Il viaggio prosegue tranquillo. Prevediamo almeno quattro ore di viaggio. Elisa manda in video un documentario su Giovanni Paolo II. Mi rendo conto che per i ragazzi è ormai un’importante figura lontana. Mentre alcuni spezzoni di quel documentario riportano noi adulti ad emozioni vissute, per loro sono ormai pagine di storia. Non ci sarebbe molto da raccontare su una giornata per lo più trascorsa in pullman… ma preziosissimi i rapporti, le relazioni. Finalmente appare la guglia altissima del Santuario di Czestochowa sulla collina di Jasna Góra. Parcheggiamo, insieme a centinaia di altri pullman, in un altro parco verde. Scendono giovani da diverse regioni d’Italia, ma anche molti spagnoli in maglietta rossa, i brasiliani, i coreani, etc. Ci siamo dati appuntamento con i gruppi delle diocesi della Romagna, ma veniamo travolti da un’infinità di pellegrini e bandiere. Ci prepariamo per la Messa. Presiede il Cardinal Bassetti. Il Vangelo è quello delle nozze di Cana. Ci chiediamo: che ci fa Gesù ad una festa di nozze? Tutto il mondo lo attende e Gesù si attarda in una festa di famiglia. Le nozze di Cana dicono che l’amore umano è luogo di miracoli. Il Cardinale conclude l’omelia invitando i giovani a non perdere la speranza: «Se vi lasciate rubare la speranza, perdete tutto. È vero: il vino può venire a mancare, ma voi fate tutto quello che il Signore vi dirà». C’è il tempo per visitare il Santuario, pregare il Rosario a gruppetti, curiosare tra gli stand… Sono le prime avvisaglie della Pentecoste che ci attende. +A.T.