Sopportare pazientemente le persone moleste

«Se uno ti costringerà a fare un miglio con lui, tu fanne due» (Mt 5,41)
La pazienza è la moneta spicciola della fortezza. Ci sono situazioni in cui non resta altro da fare che aspettare e pregare. Non si sopporta una persona, semmai si portano insieme i pesi gli uni degli altri. Un aiuto per risolvere il problema è starci dentro, assumerlo.

«Li sgridavano… e Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me”» (Mc 10,13-14)
Non solo i bambini, talvolta sono anche i giovani e gli adulti a disturbare o a farci problema. Sovente pretendiamo che gli altri siano come piace a noi. Misericordia è non tanto sopportare, ma fare spazio all’altro nel proprio cuore, accoglierlo, capirlo. Gesù è partito dai piccoli e dagli ultimi.

«Se ti ascolterà, avrai guadagnato tuo fratello» (Mt 18,15)
Se ti sta a cuore il fratello aiutalo a correggersi. La correzione fraterna è un insegnamento dato da Gesù ai suoi discepoli. Essa prevede delle procedure ben precise: l’ammonizione, il mettersi nei suoi panni, cercare aiuti… Gesù suggerisce soprattutto d’avere in cuore questo obiettivo: guadagnare un fratello. Questo pensiero aiuta a indovinare i passi giusti.

«Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te»
La vita insieme porta inevitabilmente a constatare i difetti l’uno dell’altro. La correzione e l’ammonizione vanno bene, ma non serve umiliare: l’altro si irrigidisce e si mette in difesa. “Se fossi in lui, come vorrei essere aiutato?”. I difetti altrui aiutano a scoprire i propri, a correggersi e a migliorare se stessi.

«Signore, vuoi che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?» (Lc 9,54)
Gesù rimprovera l’intolleranza. È come tirar l’erba con le mani perché cresca più in fretta.
Il Signore chiede il rispetto per il cammino dell’altro. Quasi un paradosso: le persone sante che abbiamo incontrato ci hanno lasciato la libertà di peccare! Del resto, non fa così anche il Signore?

PREGHIERA

Signore Gesù,
aiutaci ad andare sempre più in profondità
nell’esperienza della misericordia,
ad allargare gli spazi della carità.
I fratelli hanno bisogno di luce e di calore
come e più del pane.
Chiedono comprensione per le loro fragilità,
domandano stima
indispensabile alla loro crescita.
Non le hai dettate tu, Signore,
queste opere di misericordia spirituale…
Le avresti scritte meglio
per farci comprendere
che il fratello va portato in cuore,
che la sua crescita ci interessa,
che i suoi tempi non sono i nostri.
A tutti mostra la tua infinita pazienza.
Amen.