Messaggio ai Capitani Reggenti partecipanti alla Conferenza sul clima Cop21

Pennabilli, 28 novembre 2015

Eccellenze carissime,
mentre siete in viaggio verso Parigi per partecipare alla conferenza sui cambiamenti climatici, vi accompagno con la mia considerazione e la mia preghiera.
Credo di interpretare i sentimenti dei tanti sammarinesi che incontro quotidianamente: portate a Parigi anzitutto la nostra solidarietà; la prova subita da quella città amica ci ha profondamente toccato. La pace è l’unica via di futuro per tutti. Personalmente ho pregato così: «Signore, disarmali. Signore, disarmaci. Troppo difficile per noi la pace!».

Nello svolgere il vostro compito istituzionale, avete in cuore la nostra Repubblica: il monte Titano, sorprendente terrazzo sull’Adriatico, le rocce a picco sormontate dalle torri-sentinelle, le valli attorno verdissime coi borghi che scendono come le case di un presepe, i lembi di terra contesi fra impianti industriali e coltivazioni, contesa che testimonia la laboriosità della nostra gente… In verità andate alla Conferenza di Parigi perché sentite la responsabilità verso la “casa comune”, come papa Francesco chiama il pianeta, al di sopra dei nostri interessi. La cura dell’ambiente è molto più che piantare alberi, riciclare gli scarti, ridurre l’uso di condizionatori o le emissioni di idrocarburi: essa prevede l’impegno di preservare l’armonia globale con il creato e coi suoi abitanti e, soprattutto, ribadire quell’antropologia adeguata tema fondamentale dell’Enciclica di papa Francesco, Laudato si’.

È la prima volta nella storia che la distruzione ad opera dell’uomo assume i connotati di un “bio-cidio” (consentitemi il neologismo). Coi grandi della terra prendete decisioni concrete a favore di tutta la creazione e accogliete l’urgenza di giustizia tra generazioni (Come lasceremo il pianeta ai nostri figli?). La scomparsa della biodiversità, il riscaldamento globale e la povertà persistente sono questioni che si collocano ben al di là delle sovranità nazionali (sono i poveri a pagare il prezzo più alto del debito ecologico). L’Enciclica di papa Francesco, Laudato si’, e il discorso tenuto a Nairobi la scorsa settimana, possano essere per tutti un apporto robusto per la Conferenza di Parigi.
Assicuro da parte mia tutto l’impegno per sensibilizzare la comunità cristiana alla cura del creato, per promuovere stili di vita più sostenibili e per incoraggiare le persone ad adeguare le loro abitudini al bene dell’umanità e dell’ambiente.

Col più cordiale augurio di buon lavoro,
+ Andrea Turazzi
Vescovo di San Marino-Montefeltro

Messaggio per il 60° dell’Istituto di Sicurezza Sociale

Partecipo con cordiale considerazione al 60° compleanno dell’Istituto di Sicurezza Sociale. Saluto e ringrazio quanti prestano servizio con professionalità e dedizione alla “cultura della salus”. Come diceva qualche giorno fa papa Francesco, questi sono gli elementi costitutivi della stessa: accoglienza, compassione, comprensione, perdono. Una cultura intesa dunque in senso integrale, che si propone di arginare la “cultura dello scarto”.
La salute di cui si occupa l’ISS, è parte integrante ed integrale del bene comune. La sua promozione e difesa è un servizio irrinunciabile che ha dato molti frutti in San Marino. Tra le tante problematiche affrontate dall’ISS non posso dimenticare l’attenzione agli anziani, in questo contesto di crescita dell’individualismo, col pericolo della loro solitudine e abbandono. L’attenzione al “fine vita” chiede una seria e appassionata corresponsabilità senza accettare scorciatoie inumane.
Attenzione anche ai giovani: qui si apre il grave problema della loro educazione, per cui la “sicurezza sociale” si può e deve esprimere come vigilanza, custodia e responsabilità.
La famiglia poi richiede politiche di sostegno, di sostegno alla vita, a tutti i suoi livelli, evitando scelte le cui conseguenze possono avere lunga durata.
Il principio regolativo di una società democratica, oltre alla solidarietà, si chiama “sussidiarietà”. Impegno dell’ISS, auspichiamo, sia il valorizzare e sostenere tutte le risorse presenti sul territorio. A San Marino la gratuità, l’impegno di sostegno al bisogno, qui e in molte parti del mondo, costituisce la nostra gloria, da mantenere sempre viva.
Concludo facendo risuonare, in questo momento e in questa sede a cui fanno riferimento tante componenti della nostra società sammarinese, le speranze suscitate dall’imminente apertura dell’Anno Santo della Misericordia. Ci sono cittadini che fanno del volontariato una scelta personale di vita e di prossimità alle persone in difficoltà. Lo fanno da credenti e, nello stesso tempo, da cittadini, incontrando tanti altri volontari in spirito di collaborazione e di rispettose attenzioni alle leggi della Repubblica.
Grazie.

+ Andrea Turazzi

Messaggio per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Ringrazio del cortese invito, rivoltomi dall’Eccellentissima Reggenza, a questa manifestazione contro la violenza sulle donne. Mi faccio presente attraverso il responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, il Dott. Gian Luigi Giorgetti, e attraverso un breve messaggio di saluto e di adesione.
Nella Giornata Internazionale che richiama l’attenzione sulla violenza subita dalle donne, papa Francesco ha voluto aprire le porte della sua residenza “Santa Marta” ad alcune vittime di abusi. Lo ha fatto poco prima di partire per l’Africa, alle ore 7,15 del 25 novembre scorso, ricevendo undici donne con sei bambini, provenienti da una Casa Rifugio delle vittime della violenza domestica e della tratta della prostituzione.
Viviamo in una società che tende a destrutturare la specificità dei ruoli maschili e femminili a partire dalla famiglia e a ridurre la sessualità ad una concezione consumistica. I rapporti uomo-donna vengono allora facilmente impostati come rapporti di potere.
Che fare?
Condannare la violenza sempre; contrastare i fenomeni delittuosi con nuova professionalità; e, soprattutto, educazione e prevenzione. L’educazione comporta il recupero, in tutto il suo valore, della dimensione relazionale tra uomo e donna, per non lasciare sole le donne, dimensione che deve essere costruita sulla specificità dell’essere uomo e donna. Spesso la donna, nella sua femminilità, vive in una condizione di “periferia dell’esistenza”, come ama dire papa Francesco. Allora comprendere e rispettare la donna è un problema di giustizia.
È vero una giornata non basta, ma intanto serve come momento di alleanza e indicazione per una direzione da prendere tutti insieme.
Possiamo fare nostro questo aforisma attribuito a William Shakespeare: “Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tarpato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti a una Donna!”.
Grazie.

+ Andrea Turazzi

Avvento con il Seminario

Ritiro di Avvento

Presentazione libro di S.E. Mons. Negri

Messaggio di Firenze alla nostra Chiesa

Esercizi Spirituali diocesani per i giovani

 

Veglia per la vita nascente

Periodico Montefeltro Novembre 2015