14 maggio – Quarta tappa della Via Mariae: Maria offre Gesù

So di cristiani, uomini e donne, che si dispiacciono di non sentire particolarmente presente al loro spirito la Madonna. Qualcosa di simile è accaduto anche ai primi secoli della storia del cristianesimo… Maria – si potrebbe dire – ha lasciato tutto il posto a Gesù, che il mondo doveva riconoscere come il Figlio di Dio. E così succede nelle nostre piccole storie personali. Maria è amata e venerata, ma senza conoscere molto di più di lei e, soprattutto, senza avere instaurato con lei un profondo e intimo rapporto. Ma accade però che nel progresso della vita cristiana Maria appaia con una evidenza nuova. Questo può accadere quando la prendiamo e la vediamo come modello. Allora si comincia a contemplarla come “perfetto cristiano”. Ad esempio, se Gesù è la Parola incarnata, lei ci appare, per la sua fedeltà alla Parola, “Parola vissuta”. Dice il Vangelo che Maria conservava tutte le cose di Dio nel suo cuore, meditandole (cfr, Lc 2,19). Maria, grembo del Verbo, è diventata tutta volontà di Dio vissuta.

Fatta questa precisazione riprendiamo i temi della nostra meditazione. Nella tradizione spirituale cristiana ci sono stati dei maestri che hanno rappresentato l’itinerario spirituale come una scala (San Romualdo, fondatore dei Camaldolesi), o come la salita ad un monte (Giovanni della Croce nella “Salita al Monte Carmelo”) oppure come un grande castello con tante stanze una dopo l’altra (Santa Teresa d’Avila nel “Castello interiore”). Effettivamente la nostra spiritualità conosce diverse “tappe”; tappe obbligatorie, anche se ognuno le vive a modo suo. In queste tappe si ravvisa una sintonia con la Madonna. Per questo abbiamo “infilato”, per così dire, alcuni episodi della vita della Madonna e li abbiamo applicati a noi. Nelle scorse sere abbiamo parlato di Annunciazione. Il Signore ha aperto anche a ciascuno di noi una strada, una possibilità unica di vivere pienamente la nostra vocazione: è il momento del “fiat”, del “sì”. Poi la Visitazione. Maria ha trovato in Elisabetta un’anima aperta, amica, e, facendo unità con lei, le è venuto di dare voce al canto del “Magnificat”, lode a Dio per tutte le cose grandi che faceva in lei. È il momento della testimonianza in cui il cristiano si dichiara coraggiosamente, perché dà atto di tutto quello che il Signore fa nella sua vita. Nella famiglia ci sono tante occasioni per raccontare il proprio cammino spirituale: comunicare la vita! Da Maria nasce Gesù. Quando si vive insieme ad altri la fede – in famiglia, in comunità, in parrocchia – si prende coscienza d’essere grembo che genera Gesù: è il momento nel quale si apprezza l’unità superando l’individualismo.

Questa sera accenniamo ad un’altra tappa, un altro gradino per progredire nella vita cristiana. Maria, insieme a Giuseppe, porta il bambino al Tempio per offrirlo al Signore. È il momento di un certo distacco (ma Dio, se chiede, è per dare!). Quel bambino appartiene al Padre Celeste. È stato dato non per essere possesso di quella santa coppia! Maria e Giuseppe devono imparare a cedere “i loro diritti”. Quel bambino non è loro proprietà. Su di lui Dio ha un progetto ben preciso, un progetto a vantaggio di tutti. Per mamma e papà questa è una tappa molto impegnativa. Ma il tema dell’offerta va oltre alle dinamiche famigliari. Il cristiano fa di tutta la sua vita un’offerta. Sa che non deve trattenere per sé quello che gli è stato dato in dono. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). Chi arriva a questo gradino della vita cristiana fa un’esperienza di libertà. Il Signore, poi, «ama chi dona con gioia» (2 Cor 9,7). È proprio vero: «C’è più gioia a dare che a ricevere» (At 20,35).

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Nella giornata di domani proviamo a vivere l’atteggiamento di offerta, anche nelle cose piccole, nel fare un servizio, nell’alzarsi in piedi per primi…
Continuiamo il gioco del “prediletto” della Madonna nella nostra famiglia.