Festa del Corpus Domini, San Marino, 30 Maggio 2013

 Omelia pronunciata dall’Amministratore diocesano Mons. Elio Ciccioni

Cari Fratelli e sorelle,
Questa solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, che oggi celebriamo in San Marino, conclude le principali feste dell’anno Liturgico e ci porta a vivere il cuore del mistero cristiano. L’Eucaristia infatti non è un rito, una figura, o una immagine, ma una presenza: quella di Cristo viva e operante in mezzo a noi. In essa, il Signore Gesù, durante l’Ultima Cena, ha anticipato misticamente quello che avrebbe vissuto nei giorni successivi e cioè la sua passione, morte e risurrezione. Nel momento del dolore, dell’ora suprema, e nell’avvicinarsi della morte, egli ha ancora il tempo e il cuore per pensare a quei discepoli, che poco dopo lo avrebbero tradito ed abbandonato, lasciando loro il Suo Corpo e il Suo Sangue, come pegno di Amore e di definitiva Alleanza, di fedeltà e di presenza perpetua. (Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo).
Il Concilio Ecumenico Vaticano II definisce l’Eucaristia Culmen et fons, (culmine e sorgente di tutta la vita cristiana, ad essa tutto tende e da essa tutto promana.
L’Eucaristia, corpo e sangue di Cristo, ci comunica tutta la vita e tutta la vitalità di Cristo. La chiesa dunque celebra concretamente l’Eucaristia, ma mentre la celebra comprende che in realtà è l’Eucaristia stessa che edifica e fa vivere la chiesa: nel cuore della vita della chiesa c’è dunque l’Eucaristia che la rende viva, perché la rende di Cristo e attraverso lui della Trinità.
Egli è venuto a darci un pane di vita eterna, che non perisce, che nutre la nostra fame di amore, che cambia un mondo di gente che cerca affannosamente un cibo solo per sé e non è mai sazia. Questo è uno dei grandi problemi del mondo, che la crisi sta evidenziando: abbiamo costruito una società fatta di cose e di beni, ma non siamo mai sazi. Quanta insoddisfazione fa nascere questo modello di società. E non vi sono isole felici, ma è così dovunque si è perso il senso di Dio per idolatrare il denaro, il successo, il piacere, il potere. Tutti idoli che promettono all’uomo la felicità, ma che in realtà gli richiedono il sacrificio della sua libertà e della sua vita.
Dio continua a venire in mezzo a noi per restare con noi. Ce lo ricorda lo stesso Gesù quando, prendendo il pane e il vino, disse: “Questo è il mio corpo… Questo è il mio sangue”. Cioè “questo pane e questo vino sono io stesso”. Davvero è un “mistero della fede”, come diciamo nella Santa Messa; ed assieme un “mistero di amore”. E’ il mistero di una presenza “reale” in un mondo in cui tutto sembra essere “virtuale” e dove è difficile che gli uomini si sentano “realmente” gli uni vicini agli altri. Spesso ci capita di sentirci soli e viviamo in una società fatta di donne e di uomini soli, che spesso esalta la solitudine come segno di libertà ed autosufficienza, Per non parlare di chi viene lasciato solo, come tanti anziani. Ma la festa di oggi ci ricorda che Gesù non ci ha lasciati soli; è il mistero di una presenza “reale”, cioè vera, concreta, presenza che crea unità e comunione.
Nella festa del “Corpus Domini” Dio si rivela non come un’ideale astratto, qualcosa di lontano e ineffabile, ma con un corpo, per parlare, sentire, vedere, toccare la nostra vita. “Il Verbo si è fatto carne…ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” per concludere con noi un’alleanza nuova, come dice la lettera agli Ebrei. Oggi non c’è più tanta voglia di stringere alleanze, o patti, si preferisce andare ciascuno per proprio conto e

per la propria strada; al massimo si fanno alleanze per essere contro qualcuno, per difendere i propri interessi o quelli del proprio gruppo. Quante “alleanze contro” nella vita di ogni giorno, politica, economica, sociale, familiare, anche ecclesiale. Ma l’alleanza che Dio stringe con gli uomini è un’alleanza gratuita, dalla quale Dio non può ottenere altro che la nostra fedeltà, mentre noi possiamo avere la salvezza.
E’ un’alleanza antica, perché fin dalle origini Dio non ha voluto che l’uomo fosse solo, e nonostante il suo peccato e il rifiuto dei suoi vincoli di amore, egli non si è mai stancato di cercarci. Il libro dell’Esodo, ci descrive la prima alleanza di Dio con il suo popolo, e poi confermata, rinnovata da Gesù stesso, che “entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.” Nella Messa ripetiamo le Parole di Gesù:”Questo è il Sangue della nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.
La festa di oggi è la festa della nuova alleanza che Dio stipula anche con noi. E’ un’alleanza di amore. Gesù infatti si rende presente nel pane spezzato e nel vino versato, cioè come offerta di vita piena. Potremmo dire che Dio manda il suo Figlio per amarci e per farsi amare. E non si può amare Dio senza amare il suo corpo, la sua concretezza, senza ascoltare la sua parola, voce di quel corpo. Amarlo fino al punto di essere anche noi parte di quel corpo, che è la Chiesa di Cristo. S. Paolo avverte che chi i mangia e beve indegnamente il Corpo del Signore mangia e beve la propria condanna: L’indegnità consiste prima di tutto nel non riconoscere in quel Pane la presenza della Chiesa
Scrive l’apostolo Paolo: “Voi siete corpo di Cristo!” e quando ci accostiamo all’Eucaristia dovremmo sempre meditare su questa realtà: sappiamo di essere anche noi membra del corpo di Cristo? E nella vita ci comportiamo come membra di Cristo? Siamo cioè le sue mani che curano e sollevano, siamo la sua voce che consola e incoraggia, siamo i suoi piedi che camminano con gli altri e la sua bocca per portare a tutti il suo Vangelo? Siamo quell’unità di cui Paolo parla nella prima lettera ai Corinzi, dove ciascuno vive come parte di un corpo contrastando tante piccole e tristi divisioni e inimicizie? Il pane e il vino dell’Eucaristia, il corpo e il sangue di Cristo, fanno di noi un solo corpo e un solo spirito, ci rendono un “noi” e non individui separati. Partecipare almeno ogni domenica al memoriale della morte e resurrezione del Signore, la Pasqua di Gesù, ci aiuta a vivere ogni giorno come membra di quel corpo che si dona per la salvezza di tutti, si prende cura di tutti, in particolare dei più deboli e dei più poveri.
Non si può amare l’Eucaristia all’altare e poi disprezzare i poveri e i fratelli. Per questo Gesù dice: “Se tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te lascia lì il tuo dono davanti all’altare, và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” Non amiamo un’idea! Il Vangelo ci aiuta ad amare in modo vero e concreto. Per questo oggi facciamo festa, perché il Signore non si è dimenticato di noi, e ci ha cercato prima di offrire se stesso sull’altare, perché possiamo vivere riconciliati con lui e con il prossimo.
Signore Gesù, aumenta la nostra fede nella Santissima Eucaristia! Facci prendere coscienza della nostra povertà e apri i nostri occhi davanti al mistero del tuo dono, che è l’unica terapia della nostra inquietudine e della nostra infelicità.
Amen!

Festa del Corpus Domini, San Marino, 30 Maggio 2013

Omelia pronunciata dall’Amministratore diocesano Mons. Elio Ciccioni

Cari Fratelli e sorelle,
Questa solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, che oggi celebriamo in San Marino, conclude le principali feste dell’anno Liturgico e ci porta a vivere il cuore del mistero cristiano. L’Eucaristia infatti non è un rito, una figura, o una immagine, ma una presenza: quella di Cristo viva e operante in mezzo a noi. In essa, il Signore Gesù, durante l’Ultima Cena, ha anticipato misticamente quello che avrebbe vissuto nei giorni successivi e cioè la sua passione, morte e risurrezione. Nel momento del dolore, dell’ora suprema, e nell’avvicinarsi della morte, egli ha ancora il tempo e il cuore per pensare a quei discepoli, che poco dopo lo avrebbero tradito ed abbandonato, lasciando loro il Suo Corpo e il Suo Sangue, come pegno di Amore e di definitiva Alleanza, di fedeltà e di presenza perpetua. (Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo).
Il Concilio Ecumenico Vaticano II definisce l’Eucaristia Culmen et fons, (culmine e sorgente di tutta la vita cristiana, ad essa tutto tende e da essa tutto promana.
L’Eucaristia, corpo e sangue di Cristo, ci comunica tutta la vita e tutta la vitalità di Cristo. La chiesa dunque celebra concretamente l’Eucaristia, ma mentre la celebra comprende che in realtà è l’Eucaristia stessa che edifica e fa vivere la chiesa: nel cuore della vita della chiesa c’è dunque l’Eucaristia che la rende viva, perché la rende di Cristo e attraverso lui della Trinità.
Egli è venuto a darci un pane di vita eterna, che non perisce, che nutre la nostra fame di amore, che cambia un mondo di gente che cerca affannosamente un cibo solo per sé e non è mai sazia. Questo è uno dei grandi problemi del mondo, che la crisi sta evidenziando: abbiamo costruito una società fatta di cose e di beni, ma non siamo mai sazi. Quanta insoddisfazione fa nascere questo modello di società. E non vi sono isole felici, ma è così dovunque si è perso il senso di Dio per idolatrare il denaro, il successo, il piacere, il potere. Tutti idoli che promettono all’uomo la felicità, ma che in realtà gli richiedono il sacrificio della sua libertà e della sua vita.
Dio continua a venire in mezzo a noi per restare con noi. Ce lo ricorda lo stesso Gesù quando, prendendo il pane e il vino, disse: “Questo è il mio corpo… Questo è il mio sangue”. Cioè “questo pane e questo vino sono io stesso”. Davvero è un “mistero della fede”, come diciamo nella Santa Messa; ed assieme un “mistero di amore”. E’ il mistero di una presenza “reale” in un mondo in cui tutto sembra essere “virtuale” e dove è difficile che gli uomini si sentano “realmente” gli uni vicini agli altri. Spesso ci capita di sentirci soli e viviamo in una società fatta di donne e di uomini soli, che spesso esalta la solitudine come segno di libertà ed autosufficienza, Per non parlare di chi viene lasciato solo, come tanti anziani. Ma la festa di oggi ci ricorda che Gesù non ci ha lasciati soli; è il mistero di una presenza “reale”, cioè vera, concreta, presenza che crea unità e comunione.
Nella festa del “Corpus Domini” Dio si rivela non come un’ideale astratto, qualcosa di lontano e ineffabile, ma con un corpo, per parlare, sentire, vedere, toccare la nostra vita. “Il Verbo si è fatto carne…ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” per concludere con noi un’alleanza nuova, come dice la lettera agli Ebrei. Oggi non c’è più tanta voglia di stringere alleanze, o patti, si preferisce andare ciascuno per proprio conto e

per la propria strada; al massimo si fanno alleanze per essere contro qualcuno, per difendere i propri interessi o quelli del proprio gruppo. Quante “alleanze contro” nella vita di ogni giorno, politica, economica, sociale, familiare, anche ecclesiale. Ma l’alleanza che Dio stringe con gli uomini è un’alleanza gratuita, dalla quale Dio non può ottenere altro che la nostra fedeltà, mentre noi possiamo avere la salvezza.
E’ un’alleanza antica, perché fin dalle origini Dio non ha voluto che l’uomo fosse solo, e nonostante il suo peccato e il rifiuto dei suoi vincoli di amore, egli non si è mai stancato di cercarci. Il libro dell’Esodo, ci descrive la prima alleanza di Dio con il suo popolo, e poi confermata, rinnovata da Gesù stesso, che “entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.” Nella Messa ripetiamo le Parole di Gesù:”Questo è il Sangue della nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.
La festa di oggi è la festa della nuova alleanza che Dio stipula anche con noi. E’ un’alleanza di amore. Gesù infatti si rende presente nel pane spezzato e nel vino versato, cioè come offerta di vita piena. Potremmo dire che Dio manda il suo Figlio per amarci e per farsi amare. E non si può amare Dio senza amare il suo corpo, la sua concretezza, senza ascoltare la sua parola, voce di quel corpo. Amarlo fino al punto di essere anche noi parte di quel corpo, che è la Chiesa di Cristo. S. Paolo avverte che chi i mangia e beve indegnamente il Corpo del Signore mangia e beve la propria condanna: L’indegnità consiste prima di tutto nel non riconoscere in quel Pane la presenza della Chiesa
Scrive l’apostolo Paolo: “Voi siete corpo di Cristo!” e quando ci accostiamo all’Eucaristia dovremmo sempre meditare su questa realtà: sappiamo di essere anche noi membra del corpo di Cristo? E nella vita ci comportiamo come membra di Cristo? Siamo cioè le sue mani che curano e sollevano, siamo la sua voce che consola e incoraggia, siamo i suoi piedi che camminano con gli altri e la sua bocca per portare a tutti il suo Vangelo? Siamo quell’unità di cui Paolo parla nella prima lettera ai Corinzi, dove ciascuno vive come parte di un corpo contrastando tante piccole e tristi divisioni e inimicizie? Il pane e il vino dell’Eucaristia, il corpo e il sangue di Cristo, fanno di noi un solo corpo e un solo spirito, ci rendono un “noi” e non individui separati. Partecipare almeno ogni domenica al memoriale della morte e resurrezione del Signore, la Pasqua di Gesù, ci aiuta a vivere ogni giorno come membra di quel corpo che si dona per la salvezza di tutti, si prende cura di tutti, in particolare dei più deboli e dei più poveri.
Non si può amare l’Eucaristia all’altare e poi disprezzare i poveri e i fratelli. Per questo Gesù dice: “Se tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te lascia lì il tuo dono davanti all’altare, và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” Non amiamo un’idea! Il Vangelo ci aiuta ad amare in modo vero e concreto. Per questo oggi facciamo festa, perché il Signore non si è dimenticato di noi, e ci ha cercato prima di offrire se stesso sull’altare, perché possiamo vivere riconciliati con lui e con il prossimo.
Signore Gesù, aumenta la nostra fede nella Santissima Eucaristia! Facci prendere coscienza della nostra povertà e apri i nostri occhi davanti al mistero del tuo dono, che è l’unica terapia della nostra inquietudine e della nostra infelicità.
Amen!

Professione Monastica Temporanea di Irene Abis

A PENNABILLI, IN CATTEDRALE, DOMENICA 2 GIUGNO, ORE 17.00

Le chiese e le cattedrali di tutto il mondo per un’ora saranno sincronizzate e saranno in comunione con Papa Francesco nell’Adorazione Eucaristica

L’evento, che per la prima volta si realizza nella storia della Chiesa e abbiamo motivo di definirlo ‘storico’, accadrà il 2 giugno ( solennità del Corpus Domini nel calendario italiano ) dalle 17 alle 18 nella Basilica di San Pietro. “Le cattedrali del mondo – ha spiegato Mons.Fisichella nella conferenza stampa di presentazione dell’evento- per un’ora saranno sincronizzate sull’ora di Roma. Abbiamo avuto un’adesione massiccia a questa iniziativa che si è estesa oltre le cattedrali e ha coinvolto intere conferenze episcopali, le parrocchie, le congregazioni religiose, specialmente i monasteri di clausura, e le associazioni. Difficile dare il numero esatto, ma sono certamente migliaia e migliaia le adesioni”. L’Adorazione Eucaristica in contemporanea in tutto il mondo è una iniziativa per l’Anno della fede, che continua il suo percorso ricco e proficuo di eventi ( ad oggi si mostra una presenza di 4.300.000 pellegrini ).
Questo momento di preghiera e adorazione attesta la profonda pietà che nella Chiesa è presente nei confronti dell’Eucarestia il cui mistero rappresenta la fonte e il culmine di tutta la vita della Chiesa. Verificare le risposte che sono giunte da diverse parti del mondo è particolarmente interessante. Le isole Cook, Samoa e Honolulu per esempio si uniranno alle loro 5 del mattino, mentre nel punto più a nord, a Reykiavik in Islanda, saranno le 15. A queste Chiese particolari corrisponderanno le diocesi più australi come Sudafrica, Cile e Nuova Zelanda. Non sarà per queste Chiese solo un problema di veglia notturna o di orario, ma di superamento di tali e tante difficoltà per la mancanza di elettricità, di clima, che lasciano sbalorditi tanto è il desiderio di aderire all’iniziativa.
Papa Francesco ha fatto giungere le intenzioni che ha desiderio siano tenute presenti in questa ora di preghiera: per la Chiesa, perché sia sempre “ più bella, senza macchia, né ruga, ma santa e immacolata”; per tutte quelle persone in ogni parte del mondo che sono vittime delle guerre, del lavoro schiavo, per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza “ che la preghiera sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, nella forza e nell’audacia della difesa della dignità di ogni persona”.

Educare alla Pace – Progetto sorriso

L’Associazione Progetto Sorriso informa che :
GIOVEDI’ 6 Giugno alle ore 21:00
presso la Sala Conferenze dell’Ente Cassa di Faetano

Padre IBRAHIM FALTAS ofm
Presenterà il libro :
Dall’Assedio nella Natività
All’assedio della Città.

Introduce la serata :
Giuseppe Bonavolontà giornalista RAI.

Durante la serata :
Presentazione dello Stage Sportivo per 14 ragazzi della Terra Santa dal 16 al 23 giugno a San Marino;

Anteprima della mostra fotografica “TERRA SANTA: Cammino fotografico nel cuore del cristianesimo” .
Siete invitati ed un grazie a chi ci aiuterà a diffondere l’iniziativa.

ASSOCIAZIONE PROGETTO SORRISO

Pennabilli 28 Maggio 2013 Circa l’intervento di Don Ariel Levi di Gualdo

Questo testo è stato concordato congiuntamente da Mons. Elio Ciccioni Amministratore della Diocesi di San Marino-Montefeltro e da S.E. Mons. Luigi Negri Vescovo emerito di tale Chiesa e Arcivescovo di Ferrara – Comacchio.

Circa l’intervento di Don Ariel Levi di Gualdo, incardinato in questa Diocesi, pubblicato all’indomani dei funerali di Don Andrea Gallo della Diocesi di Genova, è nostra ferma convinzione che nella Chiesa possono convivere opinioni anche molto diverse, purché siano adeguatamente argomentate e proposte in modo dignitoso nei confronti degli interlocutori.

Il linguaggio di Don Ariel è assolutamente inaccettabile perché si rivolge ai propri interlocutori in modo non soltanto indignitoso, ma anche insultante.
Per questo sentiamo il dovere di esternare le nostre scuse, anche se non abbiamo nessuna responsabilità, a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI. In particolare S.E. Mons. Negri tiene a chiarire di essere intervenuto più di una volta negli ultimi mesi, in “camera caritatis” su don Ariel, perché modificasse il linguaggio dei suoi interventi. Anzi, negli ultimi tempi ha ricevuto risposte dettate da atteggiamenti di arroganza.

L’Arcivescovo confiderà tutta la vicenda al suo successore, perché vengano prese quelle decisioni disciplinari, e addirittura canoniche, che adesso eccedono dall’ambito del suo potere e della sua responsabilità.
E’ un atteggiamento, quello di questo “giornalista” che avvilisce l’intera Chiesa di San Marino-Montefeltro e che riempie di tristezza tutti coloro che soffrono nella Chiesa e per la Chiesa, ma non hanno mai inteso fare soffrire la Chiesa.

Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara – Comacchio

Mons. Elio Ciccioni
Amministratore di San Marino – Montefeltro

SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI

GIOVEDÍ 30 MAGGIO
BASILICA DI SAN MARINO
ORE 10 SANTA MESSA E PROCESSIONE

La Vestizione di Tina Giacometti

Nel Monastero delle Monache dell’Adorazione Eucaristica di Pietrarubbia

Romana, già impiegata, ha lasciato tutto ed è arrivata nel Montefeltro tre anni fa. Alle sue spalle importanti esperienze caritative e di assistenza

Domenica, 12 maggio, festa dell’Ascensione abbiamo avuto la Vestizione di Tina, la nostra penultima postulante. Tina il cui nome di battesimo è Annunziata, e che sarà anche il nome che, a Dio piacendo, prenderà con la Professione, viene da Roma. Il suo percorso verso il Signore è stato lungo e sofferto, forse per questo domenica risplendeva di una luce particolare!
Tina, che aveva una brillante carriera presso il Pubblico ministero, ha iniziato il suo percorso attraverso dei gruppi di preghiera, dei cenacoli, guidati dal gesuita padre Remo Sartori, che domenica era presente al rito della Vestizione accompagnato dalle Suore Piccola Famiglia di Maria, da lui fondate. Qui ha cominciato a intravvedere per sé una strada diversa dal matrimonio. Altre due tappe importanti verso la scelta di consacrazione sono state la frequentazione dei Foyer de Charité di Marthe Robin e il servizio presso l’Unitalsi, dove attraverso la dedizione ai malati e la preghiera ha maturato il grande valore dell’offerta di sé per la Redenzione del mondo. Alla fine l’amore per il Santissimo Sacramento e l’adorazione eucaristica l’ha portata fin quassù, nel Montefeltro, in una Pasqua di tre anni fa. Da allora non si è più allontanata. Annunziata ha i genitori anziani, con problemi di salute che hanno impedito loro di essere presenti in questo momento importante della sua vita. Aveva attorno a sé però una comunità cristiana, fatta non solo da noi monache ma da tanti fedeli, sacerdoti e religiosi che hanno in parte lenito il dolore per questa assenza.
Con Tina si apre una stagione importante per la nostra Comunità, la prima tappa di questa “nuova” Stagione sarà la Professione di Irene il 1 giugno, vigilia del Corpus Domini. A tutti chiediamo preghiere, così come, a tutti, assicuriamo il nostro ricordo davanti a Gesù Eucaristia.

Le monache dell’Adorazione Eucaristica

CAMMINATA A SANT’IGNE SUI PASSI DI FRANCESCO DOMENICA 12 MAGGIO

In occasione del 800° anniversario della donazione del Monte della Verna a San Francesco
Programma di massima:
Ore 8.00 Ritrovo e partenza dalla Chiesa di San Francesco nel Centro Storico di San Marino
Ore 13,00 Pranzo al sacco a Sant’Igne
Ore 15,00 Saluto delle Autorità e Santa Messa
Ore 16,00 Presentazione del sito di Sant’Igne e di due pubblicazioni realizzate per l’occasione: “San Francesco nel Montefeltro”, di Mons. Antonio Tani – ristampa a cura di Graph Snc e la guida “Il Cammino di San Francesco da Rimini a la Verna” – Ed. L’Escursionista
Il percorso della camminata misura 16 Km circa (con dislivelli vari per un totale di di 700 mt circa in salita e 800 mt in discesa). Tempo di percorrenza 5 ore.
(altri due percorsi confluiranno sempre a S. Igne uno partendo da Villa Verucchio e l’altro da S. Agata proposti dall’associazione Umana Dimora di Rimini).
Nell’occasione sarà possibile acquistare il francobollo con l’annullo realizzato dall’Azienda Autonoma di Stato Filatelica e Numismatica per l’800° Anniversario della donazione del Monte della Verna a San Francesco. Già disponibile presso il Centro Sociale S. Andrea.
La partecipazione è gratuita. La segnalazione della presenza occorre per poter predisporre il rientro in auto (chi avesse disponibilità di auto è pregato di segnalarlo).
E’ consigliato l’abbigliamento adatto a camminare e scarpe comode. Pranzo al sacco.
Per informazioni e iscrizioni:

Centro Sociale S. Andrea Tel. 0549/900759 e.mail: csandrea@alice.sm – sms 338 3784370